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Di seguito gli articoli e le fotografie che contengono le parole richieste.

Ricerca articoli per futuro

di: GPonGP (del 28/07/2016 @ 22:53:38 in Finale Emilia, linkato 865 volte)
In effetti, già nella precedente riunione di consiglio, ci era stato anticipato che via Monte Bianco necessitava di manutenzione, ma, a quella data, non certo ci si poteva immaginare che era il risultato mediato di una scelta, a scapito di servizi alla cittadinanza, per agevolare una gara ciclistica. Vero l'asfalto rimane, come ha affermato il Sindaco, mentre i servizi di scuolabus possono essere ridotti. Sono certo che siano state fatte le più approfondite valutazioni, ma resta il fatto che 10 minuti di gara, sono stati preferiti a 6 mesi di servizio al cittadino, meglio dire al futuro cittadino! Senza dubbio, questa sintesi, "espressa tra le pieghe di bilancio", per usare parole del Sindaco, non rende in toto le scelte "di somma algebrica" tipiche di un listato, ma senza ombra di dubbio rappresentano molto bene una preferenza di scelta. Così come nelle "pieghe di bilancio" non si incontrano i "soldi" per espletare il servizio di vigilanza alle scuole primarie , nelle ore pasto. Forse, non necessario, forse le stesse scuole possono attivarsi in autonomia e partecipazione dello sforzo collettivo, forse...ma però i "soldi" per il finanziamento delle scuole private, (ben più oneroso della somma dei precedenti), nelle "pieghe di bilancio" c'erano. Mi domando...ma tutta quella "sbandierata" democrazia partecipativa, trasparenza ed informazione....dove erano! Boh! Questo secondo consiglio comunale, però ha avuto inizio dal dibattito sui gravi fatti accaduti a Ecobloks e Enel Green Power nelle ultime due settimane, l'ambiente si sà, è ormai cultura di ogni processo, quindi anche dei processi politici, quindi per sua definizione trasversale, non è un processo, pertanto bastano le intenzioni, e come tali non sono soggette a decisioni di azioni! Aspettiamo, vediao e poi se del caso critichiamo, comunque una linea di azione, di monitoraggio, di coinvolgimento, di....me la sarei aspettata. Sono certo che almeno su questo argomento, questa giunta ci metterà l'anima,...parole dell'assessore all'ambiente. Finalmente un pò di finanza, meno creativa di quella del Sindaco, progetto finanziato con mutuo, campo sportivo, per il rifacimento con tecnologie ad alto risparmio energetico dell’impianto di illuminazione dello stadio, finanziato al 50% a fondo perduto e il rimanente a tasso zero che si recupera dal risparmio generato. Equilibrio finanziario esiste, tutti d'accordo, eccetto i revisori dei conti che suggerivano di non esporsi con ulteriori indebitamenti...ma in questo caso credo sbagliavano. In sintesi, Sandro, devo ricordarti che rappresenti oltre 15.000 cittadini, quindi azzardare subito scelte riconducibili a politiche di appartenenza, lo trovo indubbiamente una forzatura, specialmente in ottica che la tanto "enfatizzata" trasparenza e partecipazione, non ha finora avuto riscontro nei fatti. Il rischio, tutto tuo, è quello di risvegliare coscienze "addormentate" o che nelle ultime elezioni hanno optato per un "light the change" ma che potrebbero facilmente spegnerti. Va comunque ricordato che anche questa volta, abbiamo perso l'occasione di partecipare a bandi, uno per tutti, "processi partecipativi" che probabilmente sarebbe stato molto utile a Te, e, chi per Te, per manifestare l'interesse alla partecipazione e trasparenza. Ma forse, sono stati sufficenti 30 gg di "governance" per assorbire le tue Energie e dimenticare i progetti. Anche se Ammetto la tua competenza nel saper leggere tra "le pieghe di un bilancio", ma mai accetterò come "scuse" il fatto che così è stato ereditato dalla precedente amministrazione.
di: GPonGP (del 06/03/2017 @ 21:25:25 in Finale Emilia, linkato 812 volte)
Chi non vorrebbe abitare in un comune "bello", fatto di spazi vivibili e fruibili, anche a Finale Emilia. Certo, siamo nel "mezzo" (o forse solo all'inizio) della ricostruzione post sisma), ma pensare a medio - lungo termine...non è reato, anzi...è un dovere!

Chi non vorrebbe rivitalizzare il "centro storico" facendolo diventare la sede di una importante svolta culturale ed economica delle dinamiche del "paese".

Un Piano Strategico di valorizzazione del centro storico è un processo che traduce in un'unica regia le complessità del governo urbano e territoriale delle risorse, attivando progetti, strumenti e azioni integrate secondo un modello di sviluppo condiviso, per orientare i programmi e gli investimenti delle istituzioni e gli interventi dei portatori d'interesse verso regole che producano aumento della qualità della vita per l'intera comunità.

il problema....semmai..consiste nel definire cosa è il "centro storico", la valorizzazione del "centro storico" si concretizza nel perseguimento di obiettivi corrispondenti ad altrettanti progetti: il Marketing come strumento di sviluppo del Centro Storico, ovvero la messa in campo di una politica indirizzata a valorizzare le realtà imprenditoriali presenti nel Centro Storico, allo scopo di realizzare progetti di MARKETING TERRITORIALE condivisi tra pubblico e privato. La riqualificazione di spazi, dalla riduttiva funzione di parcheggio alla restituzione di fruizione cittadina attraverso l'istituzione di un ampio spazio urbano di pregio da vivere in modo diversificato. La riqualificazione delle aree del centro, mediante l'affidamento ad un operatore commerciale che esalti e valorizzi le peculiarità architettoniche e monumentali del luogo, armonizzandole con le esigenze economico-commerciali.

Essere amministratori, pensare alla riqualificazione del centro antico, richiede scelte di responsabilità, di rispetto dei luoghi e dei vincoli, di una visione ampia che analizzi nella sua complessità l'intero "centro storico", programmando interventi mirati, dopo confronti aperti con i professionisti del settore ed i "cittadini", che valutino lo standard estetico, per rilanciare la bellezza delle tracce di antichità presenti, valorizzare le architetture dei fabbricati, rendere vivibile e pedonabili le aree definite, amalgamandolo il tutto in una leggerezza estetica urbana.

Senza dimenticare i microinterventi di riqualificazione per favorire la continuità dei percorsi pedonali e l'accessibilità ai cittadini, allestimenti temporanei per usi aggregativi ed allestimento servizi igienici accessibili al pubblico.

Forse...dico forse, non è impossibile pensare in modo "aperto" a queste tematiche "future"...per questo serve una amministrazione lungimirante, che oltre alle definizioni di immediatezza di bilancio....sappia dare i giusti spazi programmatici di ciò che è la proria "vision" del territorio e del luogo che amministra. Forse chiedo troppo? Forse....ma come al solito mi piace dare un'occasione di pensiero a chi lo vuole leggere.

Come sempre mi piace concludere con una frase "storica:"Non penso mai al futuro. Arriva così presto. (Albert Einstein)
di: GPonGP (del 11/11/2016 @ 15:37:22 in Finale Emilia, linkato 352 volte)
9 novembre 2016, la seduta del consiglio comunale di Finale Emilia, è stata fondamentalmente di natura 'ordinaria', variazioni di bilancio, ratifica del nuovo revisore dei conti... Un poco di polemica sull' interrogazione presentata tempo addietro dal consigliere Lugli (sinistra civica) sulle unioni civili, dove il Sindaco ha manifestatto la sua indignazione sostenendo come il consigliere ha strumentalizzato questo 'empass' producendogli non pochi problemi che lo hanno visto al centro dell'attenzione sulla stampa nazionale.

In compenso, scopriamo dal consigliere Agnese Zaghi (Lega Nord) che nelle sessioni delle commissioni consigliari, 'sono tutti coccolosi', mentre il consigliere Pavani (M5S) sostiene che in quelle sedi, non solo non si ricevono i documenti e dati preparatori dei lavori, ma che spesso non vi è la disponibilità di interlocutori a cui chiedere spiegazioni, ne consegue che le risposte sono cercate durante il consiglio, con conseguente allungamento dei tempi di discussione, e, questo vale come risposta alle premesse dove 'la giunta' invitava a chiarire i dettagli in sede di commissioni consigliari. (ndr:dettagli non trascurabili dal mio punto di vista).

Una delega al consigliere Saletti (Lista Civica Sandro Palazzi) per seguire l'oasi e fitodepurazione 'le meneghine' e per attività culturali e giovanili. Come dire quasi un 'assessore aggiunto' per agevolare il il vero assessore preposto. Al di là della forma, sono convinto che sia comunque una valida opzione, quella di motivare giovani che sono in grado di operare per il bene del nostro territorio, rinviamo al futuro le risultanze quando si scontreranno con l'amara realtà dell'assessorato cui dovrà realzionare.

L'altra delega al consigliere Meletti (Lista Civica Sandro Palazzi) per seguire il progetto di recupero/ricostruzione del Municipio e di valorizzazione di piazza Garibaldi. Anche in questo caso, 'un assessore aggiunto', intendiamoci, che il consigliere Meletti habbia capacità è certezza, ma questa scelta esprime ulteriormente la reale incapacità di giunta, per la sua configurazione, ad affrontare le proprie competenze.

10 novembre 2016 purtroppo in questa serata, impegni di lavoro mi hanno impedito di partecipare all'ascolto della sessione di consiglio comunale, quindi rimando a vari post presenti su facebook, uno per tutti:
Elena Terzi Post Facebook

di: GPonGP (del 14/04/2017 @ 15:32:01 in Finale Emilia, linkato 799 volte)
Sempre più spesso, si leggono commenti di cittadini finalesi ai quali viene risposto: "che cosa possiamo fare se non ci sono i soldi", molte volte aggravata, del solito tormentone, "per colpa dei precedenti", (spero qualcuno dei "precedenti", si stanchi e renda la sua informazione, perchè il tormentone della solita campana ormai non regge più).

Ma di che stiamo parlando, di richieste inoltrate ad assessori o al sindaco di Finale Emilia, normalmente inerenti a necessità di manutenzioni o cura di aree, insomma di ciò che dovrebbe essere ordinaria gestione del territorio. Certo, sono le solite "voci di corridoio", di "piazza" o dei soliti "commenti nei social", comunque esprimono una certa crescente insoddisfazione.

E' noto, che nell' ultimo consiglio comunale, è emersa una programmazione, (se così la vogliamo chiamare), ed un bilancio preventivo fortemente improntati al modello dello "spending review", ossia all'analisi dei capitoli di spesa nell' ambito dei programmi e delle attività da attuare, al fine di individuare le voci passibili di taglio.

In teoria, la "spending review" dovrebbe evitare inefficienze e sprechi di denaro e non semplicemente "tagliare" servizi. Purtroppo, in questo nostro territorio finalese, sembra sempre più evidente che la revisione della spesa passa quasi esclusivamente per le "cesoie" e non sull'analisi dell'efficentamento dei servizi.

Il periodo dove ci eravamo abituati ad essere "ricchi" si è concluso da tempo, anche se a livello di individuo sembra permanere l'illusione di felicità solo quando si compra qualcosa di nuovo, sul piano amministrativo territoriale, pare si acceda alla felicità quando si compiono scelte. Forse è vero o forse no, ma è sicuramente giunta l'ora di riscoprire una cultura della povertà che non sia miseria, ritrovando il piacere di custodire, tutelare e proteggere il nostro territorio, con idee, modi e gestioni che devono essere trovate obbligatoriamente e non sono più procrastinabili.

Uscire da un vicolo cieco che sta spegnendo la luce sul futuro del nostro territorio, significa amministrare attivamente: "stakeholder", (portatore di interesse), e "scouting", (attività di esplorazione), dovrebbero essere le competenze dei nuovi amministratori, perchè la sola idea del "faccio tutto io" porta semplicemente all'isolamento ed alla involuzione.
di: GPonGP (del 31/03/2017 @ 14:53:32 in Finale Emilia, linkato 553 volte)
Ieri sera prima seduta del consiglio del comune di Finale E., già, in quanto si è consolidata la sistematica abitudine di svolgerlo in almeno due serate consecutive, spesso a causa, per usare parole del nostro sindaco Palazzi, don Pala, delle opposizioni che fanno "interrogazioni perditempo".

L'oggetto cardine in discussione, è stato il DUP, questo misterioso, che al di là dell'acronimo sta per Documento Unico di Programmazione, documento "rivoluzionario" che cambia il metodo di lavoro di ogni ufficio e ribalta il punto di vista da, cui in precedenza, si partiva per costruire il bilancio. Il DUP è lo strumento di programmazione strategica e operativa dell'ente locale, con cui si unificano le informazioni, le analisi, gli indirizzi della programmazione.

Questo documento, dovrebbe raccogliere e mettere insieme in modo coordinato tutte le politiche che l'Amministrazione Comunale decide di portare avanti, un documento di forte impatto che comunica in modo efficace il lavoro dell'Amministrazione.

Questo ciò che dovrebbe essere, che, senza entrare nel merito della struttura di cui si compone, dovrebbe rappresentare l'equivalente di un "business plan" di una azienda, quindi il "vangelo" del sindaco e degli assessori. Il DUP, non dovrebbe essere un mero adempimento, non deve essere necessariamente un "plico" di centinaia di pagine, quale risultato di "copia ed incolla", (come se assemblare pezzi di sinfonie garantisse un concerto), ma un semplice e chiaro strumento, di facile leggibilià che dice: cosa voglio fare, come lo faccio e con che risorse

Detto questo, nella discussione del consiglio, tenuta su questo oggetto, tutti gli emendamenti presentati, volti ad un miglioramento e propedeutici alla attuale giunta di mostrarsi capace di ascolto, sono stati bocciati, per il piacere di farlo e nessuna voglia di ascoltare, e, con atteggiamenti a dir poco grotteschi, fino alla "illuminante" dichiarazione della consigliera Agnese che rispolvera il solito motto del "chi c'è lo ha più duro" e vince, decide e gli altri tacciono. Ora, senza entrare nel merito del come la consigliera opera le proprie scelte, mi viene da pensare che l'immaturità politica, di chi pensava che, con una dura bacchetta magica, potesse governare un territorio, sia agli arrivata alla insostenibilità.

Questa sera si vota il bilancio, sicuramente con il sistema del "muro contro muro"..."perchè ce lo abbiamo duro", con le inevitabili conseguenze che si ripercuoteranno sul nostro territorio nel breve medio periodo.

Partecipare in qualità di pubblico a questi consigli comunali, per uno come me, significa dotarsi di tanta pazienza nel perseguire l'obiettivo di ascoltare, ma ogni tanto offre la possibilità di qualche "dietro le quinte", scambiando quattro chiacchiere con qualche assessore o consigliere. Per una seconda volta è capitato di farlo con il vicesindaco Biagi, il gafas, dove ho potuto cogliere la sua capacità personale di ascoltare e vedere un territorio per quello che è non per quello che si vuole far apparire. Siccome penso che non sia persona dalle mille "maschere" da indossare, nella sintesi di alcuni titoli, cui ognuno meriterebbe una specifica trattazione, credo abbia chiaro che in "gioco" c'è il futuro di questo territorio, non le ideologie politiche, insomma in sintesi, utilizzando parole che sono più di un vocabolario "leghista" che mio, gli ho chiesto di "tirare fuori le palle" e fare qualcosa, con il solo scopo di infondere motivazione costruttiva al "fare qualcosa", anche se non necessariamente in linea con la propria rappresentanza politica.
di: GPonGP (del 05/05/2017 @ 13:28:16 in Finale Emilia, linkato 717 volte)
...un altro bavaglio a chi vuole dire qualcosa.

Succede che, sempre tra le sponde di quel fiume Panaro, che bagna la Bassa Modenese, la cultura e le iniziative che la arricchiscono con maggior definizione, sono in svendita....perlomeno questo appare in quel di Finale Emilia' Certo, detto così sembra uno 'slogan' che, come tanti altri, ha il solo obiettivo di denigrare le scelte operate da chi è chiamato a decidere, in realtà, il mio pensiero va oltre, oltre le scelte scellerate di chi le compie, ed oltre le posizioni di chi le contrasta. Ma di che stiamo parlando? Succede che in questo territorio Finalese, da tanti anni, ma veramente tanti, un servizio alla cultura, da sempre pensato in ottica 'quasi visionaria' di chi allora governava, ed io riesco a ricondurre, per la mia conoscenza personale, ad Angelo Sola, (rif. & ndr: ex sindaco Angelo Sola 1956 - 1967). La sua grande passione fu la Biblioteca Comunale, alla quale dedicò, anche durante il suo mandato di sindaco, una particolare cura, soprattutto alla sezione locale, raccogliendo materiali, documenti e testi che riguardavano o che erano stati scritti da finalesi.

Certo,...tanta acqua è passata sotto il 'nostro ponte', (che tra l'altro avrebbe anche necessità di manutenzioni), ma per fortuna nella continuità di una 'evoluzione', quindi una crescita, di quanto 'offerto', cioè cultura e conoscenza, sempre più 'innovativa', come oggi la chiamiamo 'azione culturale e creativa', per la promozione di eventi, in quanto, una biblioteca non è un semplice 'storage' di pagine di libri, ma un 'attivo motore' del legame che unisce i processi creativi culturali con i progetti in cui prendono forma. Mi rendo conto che probabilmente sto percorrendo una logica di esposizione che assume complessità, per chi non è addentro al mestiere, quindi rimando a quanti interessati al volume di prossima edizione: creatività cultura industria (culture del progetto e innovazione di sistema in Emila Romagna, di Elena Vai e Flaviano Celaschi, edizioni Luca Sossella Editori).

Scusandomi di queste libere deviazioni di pensiero, torno al punto ...ma di cosa stiamo parlando?
Bhe, succede che dopo oltre 40 anni di evoluzione culturale, oserei dire dopo la riuscita creazione di un modello, di un gioiello di proiezione culturale, invidiato non solo in ambito del nostro limitato territorio, ci troviamo ad affrontare il problema del costo...ossia mercificare la cultura e ridurla ai minimi di una linea di costo, tra le logiche di un bilancio.

Ovvio che nel mondo della razionalizzazione, tutto va ricondotto ad un 'numero' che rappresenta un elemento di bilancio, intendendo con bilancio, la rappresentazione sintetica delle 'risorse in entrata' ed 'i costi in uscita'...e non è certo facile 'monetizzare' la cultura.

Però, il compito di una 'amministrazione', e, nello specifico quello di una 'giunta amministativa locale, non è di monetizzare semplivemente i 'costi' ma di valorizzare le scelte di investimento in ottica futura. Succede però, che in quel di Finale Emilia, questa distinzione tra 'investimento' e 'costo', altro non è che una mera e soggettiva applicazione di una imposizione analitica, tra l'altro mal interpretata, che preferisce scegliere il costo rispetto l'investimento di ciò che è il futuro possibile da offrire. Succede poi, che in quel di Finale Emilia, qualcuno se ne rende conto e pensa: possibile che oltre i tagli ai servizi, all'aumento delle tassse, si debba anche tagliare il futuro alle future generazioni. Ecco, questo è il punto del contendere, non tanto politico, ma di reale 'lascito' alle future generazioni.

Ma, vi sembra possibile che, solo perchè 'tra le pieghe del bilancio', nella pianificazione di questa amministrazione, non c'è la capacità, nè la volontà, di ricercare 'fondi' per fronteggiare il 'problema cultura', dentro i termini di una situazione, che valorizza la nostra biblioteca come propositiva di oltre 50 iniziative all'anno e che 'enumera' più prestiti di quella di 'Mirandola' e il cui personale ha una formazione specifica, oltre che motivata del proprio lavoro.

A fine anno scade il contratto con la cooperativa che fornisce il personale, (ndr solo una persona è dipendente comunale), quindi a breve bisognerebbe pubblicare un altro bando, ma a tutt'oggi il comune non ha preventivato per il 2018 e 2019 la cifra necessaria, per mantenere un patrimonio, costruito nel tempo.

Come in tutte le cose che sono operate da questa amministrazione, succede che, non importa 'l'obiettivo, ma il contrastare 'l'olbiettivo', ...udite udite:
qualcuno si mobilita, con il fine di promuovere una petizione per la tutela della qualità dei servizi bibliotecari, e richiede la possibilità di raccogliere firme, anche tramite la 'occupazione di suolo pubblico', in aree del territorio finalese, ma... non è concessa autorizzazione, o meglio dire, concessa con restrizioni: fate pure raccolta firme di sensibilizzazione, fatela pure nei giorni del mercato, ma non dove esso attivamente si svolge, andate nell'altra piazza e... non fatela nell'area della biblioteca. Come dire....ovunque tranne dove puoi ottenere prioritari consensi alla petizione proposta.

Ora, senza entrare nel merito delle motivazione adotte da questa amministrazione, cui, oltre al caso in causa, c'è ne sarebbe da dire e scriverne una 'enciclopedia'...io mi domando, ma, lette le motivazioni ostantive, edotte dalla amministrazione...'spero pro tempore',....c'è forse da sperare che sappiano o imparino leggere una richiesta...prima di rispondere, o meglio far ad altri rispondere, con motivazioni, che non stanno nè in cielo nè in terra rispetto i regolamenti applicabli?

Invito chiunque, cittadino Finalese o personalità giuridica, a rendere interesse alla petizione, offerta quale raccolta firme, come opposizione alla 'svendita' delle eccellenze conquistate in cultura ed evnti, inerente la qualità dei servizi, della nostra biblioteca.

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di: GPonGP (del 06/04/2017 @ 11:07:53, vista 324 volte)
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